Benvenuti nel nostro avamposto. Qui niente giornalismo da Pulitzer né verità assolute, solo un caotico e disilluso dialogo a due voci su tutto ciò che ci infastidisce, ci incuriosisce o ci passa per la testa.
Un tempo in questa taverna eravamo in tre, ma la professoressa ha saggiamente fatto i bagagli (per la gioia incontenibile del gargolla) ed è migrata altrove: la trovate su rosarosae.love.
Accomodatevi, leggete, dissentite. E se vi sembra un dialogo schizofrenico… beh, probabilmente lo è.
La speranza non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che questo “qualcosa” ha un significato, a prescindere da come poi andrà a finire.
Václav Havel
C’è una lezione di rara lucidità nell’articolo che Nicola Pedde firma per Aspenia : l’Iran non è una semplice case...
«L’ipocrisia è il vizio più difficoltoso e snervante che un uomo possa coltivare;
richiede una vigilanza continua e una rara abnegazione.»
W. Somerset Maugham, Lo scheletro nell’armadio
Cari piccoli sudditi del bit, accomodatevi. Questo Natale è un buffet all-you-can-eat di ipocrisia...
a torto credi di star in pace frammezzo a popoli prepotenti e forti
[inter impotentes et validos falso quiescat]
Tacito «Germania»
Rimaneva ancora almeno l’ombra di una libertà che stava per morire.
[Manebant etiam tum vestigia morientis libertatis]
Tacito «Annali»
Cancel culture, si chiama, e abbatte statue, emenda libri, mette all’indice persone scomode… vi ricorda qualcosa?