Marzo 2022: Nigerian students in Ukraine wait at the platform at the Lviv railway station. Bernat Armangue/AP

razzismo Ideologia fondata sull’arbitrario presupposto dell’esistenza di razze umane, stabilendo al loro interno una gerarchia che vede «razze» biologicamente e storicamente superiori destinate al comando, e altre inferiori, destinate alla sottomissione; il r. è anche alla base di una prassi politica volta, con discriminazioni e persecuzioni, a garantire la «purezza» e il predominio della «razza superiore».

Enciclopedia Treccani (Dizionario di storia)

Quota tollerabile di razzismo

Come la mettiamo? Vabbè, prima la notizia: gli ucraini sono razzisti.

Oggetto di solidarietà generale dopo laggressione russa – hanno pure chiesto di entrare con procedura accelerata nella Comunità Europea –, si comportano vergognosamente con i residenti di colore. Gli episodi, molti sembra, possono essere sintetizzati con lUkrainian first1, che va tanto di moda declinare a ogni latitudine e longitudine, e riguardano la precedenza data agli ucraini (e ai bianchi in generale) nelle stazioni di partenza per chi fuggiva dalla guerra e ai posti di confine, soprattutto polacchi.

Ebbene? Qual è la quota tollerabile di razzismo oltre la quale non si ha diritto alla solidarietà “occidentale”? Quandè che si può generalizzare e dire “gli ucraini sono razzisti” e non si meritano il nostro appoggio? Perché se guardiamo gli episodi accaduti in Italia negli anni scorsi, allora anche noi siamo razzisti. Ma non è vero, non è vero per la maggior parte degli italiani. E con ogni probabilità non è vero neanche per la maggior parte degli ucraini.

Hanno eletto un presidente ebreo. Con più del 70% dei voti al ballottaggio ed è stato comunque il più votato al primo turno. Sono un paese multietnico, in cui convivono più di 18 gruppi etnico-linguistici, tatari, polacchi, moldavi, azeri e una fila di altri, oltre naturalmente a russi e ucraini2. Poi va detto che la maggior parte degli stranieri provenienti dal cosiddetto secondo e terzo mondo (Africa e Pakistan, ma anche India), sono studenti e non hanno il profilo sociale dellimmigrato come lo immaginiamo noi (brutto, sporco e cattivo col telefonino, tanto per rimanere in tema di stereotipi e razzismo nostrano).

Certo – se le cose andranno per il verso giusto e lUcraina rimarrà un vero stato democratico indipendente – il processo di adesione e integrazione nella Comunità Europea3 sarà in ogni caso lungo e difficile sotto tutti gli aspetti, anche quello della cultura giuridica, dei diritti e compagnia bella. Perché comunque la quota di razzismo tollerata in Ucraina è ancora troppo grande, e non da oggi4. Insomma, dobbiamo prenderla come unoccasione per far crescere anche in questo paese quella sensibilità nei confronti dei diritti della persona che caratterizza le società occidentali e in particolare quelle europee.

E non dobbiamo mai dimenticare chi cè dallaltra parte: una società, questa sì, profondamente e strutturalmente razzista5 e un personaggio che perseguita i gay, imprigiona gli oppositori (e qualche volta li elimina fisicamente). E che scatena una guerra perché gli altri non fanno quello che lui ha deciso debbano fare

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