Giorgia Meloni

Hegel nota in un passo delle sue opere che tutti i grandi fatti e i grandi personaggi della storia universale si presentano, per così dire, due volte. Ha dimenticato di aggiungere la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.

incipit de «Il 18 Brumaio di Luigi Bonaparte», Karl Marx, 1869

Pericolo fascista? Ma per carità. La nostra Presidente del Consiglio assomiglia molto più a una che ha vinto alla lotteria e si sbraccia per gratificare e sistemare parenti e amici prima che la pacchia finisca
Da un lato sembra soffrire della sindrome da inadeguatezza, che maschera assumendo i toni conosciuti delloppositore anche dai banchi del governo generando un effetto distopico, uno scostamento dal comprensibile che dovrebbe mettere disagio ma provoca invece effetti comicissimi. O forse no, forse semplicemente ha pensato che questo sa fare bene e questo fa, unAnnarella (nera) di Colle Oppio che si è piazzata a palazzo Chigi. Comunque vada ha un futuro da influencer.

Ma non cè di che riderne troppo, abbiamo un porblema politico1. Questi sono, per la maggior parte, emeriti incapaci spesso in malafede e stanno governando lItalia in uno dei momenti più difficili da più punti di vista, economico, di politica internazionale, climatico e di gestione del territorio. La loro enfasi sul premierato si contraddice con la mancanza di un progetto di Italia futura che non sia semplicemente identitario (lidea di risolvere il problema della «formazione» con un liceo del «Made in Italy» la dice tutta)2.

A voler essere buoni si può pensare che la causa di questo disastro sia la velocità con cui è cresciuto il partito ‒ nel giro di tre, quattro anni da percentuali a una cifra al governo del paese ‒ e sia per questo che, come successe ai Cinque Stelle, non si trovino a disposizione abbastanza quadri dirigenti qualificati per riempire le caselle e utilizzino quindi persone «fidate» a prescindere dalle competenze. Ma ‒ come per i 5S ‒ non è una scusa: se non hai uno qualificato, prendi un tecnico, cazzo.

Il libro
Giacomo Matteotti, Lultimo discorso Leggi

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