Benvenuti nel nostro avamposto. Qui niente giornalismo da Pulitzer né verità assolute, solo un caotico e disilluso dialogo a due voci su tutto ciò che ci infastidisce, ci incuriosisce o ci passa per la testa.
Un tempo in questa taverna eravamo in tre, ma la professoressa ha saggiamente fatto i bagagli (per la gioia incontenibile del gargolla) ed è migrata altrove: la trovate su rosarosae.love.
Accomodatevi, leggete, dissentite. E se vi sembra un dialogo schizofrenico… beh, probabilmente lo è.
«La storia insegna come falsificarla.»
Stanisław Jerzy Lec, Pensieri spettinati
Mentre i puristi della coerenza storica si consumano le dita sulla tastiera piangendo sulla tomba della filologia e del rigore scientifico, i consigli d’amministrazione delle major cinematografiche stanno facen...
«Perché libertà significa esser liberi da costrizione e violenza di altri; il che non può essere dove non c’è legge.»
(Locke, Second Treatise, paragrafo 57, p. 29.)
Certi giorni mi sembra di essere l’ultimo bibliotecario di Alessandria mentre le fiamme già lambiscono i rotoli di papiro....
«La libertà eccessiva non sembra mutarsi in altro che in eccessiva schiavitù.»
Platone, La Repubblica Libro VIII 564a
«Nell’impero, più ci sono divieti e tabù, più il popolo è povero;
[...] più si pubblicano leggi e decreti, più ladri e banditi ci sono.»
La...
Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per piantare e un tempo per sradicare.
Un tempo per uccidere e un tempo per guarire, un tempo per demolire e un tempo per costruire.
Un tempo per piangere e un tempo per ridere, un tempo per gemere e un tempo per ballare
— Qoèlet 3,1-4
«Se non è su Instagram, è mai successo?»
— anonimo marketing intern in pausa caffè
Caro DarkHeron, ho letto il tuo pippone mistico sul “selvaggio‑low‑carb” con grande piacere (giuro!). Poiché la dialettica tiene in vita le sinapsi, eccomi qui a gettare...
«Quando ritornai nella valle del mio essere, portai questo canto e le penne di nove uccelli dalla regione selvaggia, dalla strada del coyote; e dai sette anni in cui vissi nella Città dell’Uomo portai la mia femminilità, la bambina Ekwerkwe, e la mia amica Ombra»
— Ursula K. Le Guin, Sempre la Valle (1985)